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A PANAMA TRA CAPANNE E GRATTACIELI

Enzo Fortunato e Alessio Maria Antonielli
Pubblicato il 23-01-2019

100mila pellegrini, 156 Paesi; 1300 dall'Italia; 480 Vescovi; 22mila volontari; 2500 giornalisti

I NUMERI: Più di 100mila pellegrini di 156 Paesi si sono registrati per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù a Panama. È il centro comunicazione della Gmg a dare ai giornalisti le prime statistiche sulla partecipazione dei giovani alla Gmg 2019 aggiornati al 22 gennaio. Sono 480 i vescovi registrati e ad oggi il 48% ha raggiunto Panama. Oggi e domani daranno catechesi 380 vescovi, in 137 centri di catechesi, in 25 lingue. Sono attivi su Panama 20mila volontari nazionali e 2.445 volontari internazionali. I Paesi con i maggiori rappresentanti volontari internazionali provengono da Colombia, Costa Rica, Messico e Polonia. Sono infine 2.500 i giornalisti accreditati. (AGENSIR)

PADRE ENZO FORTUNATO A PANAMA
Appena usciti dall’aeroporto di Panama, per andare nei luoghi dove il Papa incontrerà i ragazzi della Giornata Mondiale della Gioventù, ci accorgiamo subito che il Paese ha tre volti ben distinti: la prorompente natura della foresta pluviale (con le popolazioni indigene dei Kuna), i quartieri poverissimi tutti intorno alla città e i grattacieli che svettano in lontananza. Grattacieli e capanne è la contraddizione di questa nazione, la contraddizione della nostra società.

Nonostante questo si percepisce per le strade e i vicoli l’entusiasmo dei giovani, non solo quelli del Centro America: Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Messico e Belize, ma da tutto il mondo, ben 155 paesi saranno rappresentati. “Esta es la juventud del Papa”, cantano per la città. Solo dall’Italia, guidati dal cardinale Gualtiero Bassetti, saranno circa 900. Molti hanno scelto di prepararsi con una giornata di riflessione sulla «Laudato Sì».

Con loro in avanscoperta, il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che avverte i giovani: “Curate il mondo, il nostro pianeta non è in salute”. Parla per un’ora circa davanti ad un palazzetto pieno di ragazzi dell’impatto dell’enciclica a livello scientifico, politico, ecclesiale, economico e sociale.

E lancia una provocazione: “Quando i millennial, raggiunta la maggiore età, oltre a preoccuparsi della patente di guida si interesseranno ad utilizzare mezzi ecosostenibili, allora sarà il segno della svolta”. Una Gmg nelle periferie del mondo che suscita un grande interesse, i giornalisti accreditati sono oltre 1700. Nei volti e nelle domande dei ragazzi, oltre all’entusiasmo, si legge anche la consapevolezza che la Chiesa ha bisogno di un profondo rinnovamento.

Come loro ne è consapevole anche monsignor José Domingo Ulloa Mendieta, arcivescovo di Panama e presidente della Conferenza Episcopale Panamense, che ci dice: “I pellegrini di Panama sono feriti da quello che è successo nella Chiesa a causa degli scandali che ci sono stati. Ma sono convinti che un mondo e una Chiesa nuovi siano possibili. L’incontro con il Papa è una boccata di aria fresca. La speranza e la fiducia di questa Chiesa semplice e povera si trasmetteranno alla Chiesa universale”.

E’ infatti significativa la scelta di Papa Bergoglio di incontrare i 65 vescovi dell’America centrale proprio nella chiesa di San Francisco de Asís, un richiamo per tutti all’umiltà e ai valori del Poverello. Ancora una volta, dopo ottocento anni, il più italiano dei santi e il più santo degli italiani rappresenta la strada da percorrere per un mondo più giusto e solidale. (La Nazione)

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