Benedetto XVI desidera che i dicasteri vaticani lavorino con un maggior coordinamento reciproco. Per questo riunisce domani i prefetti delle congregazioni vaticane e i presidenti dei pontifici consigli. «Il metodo indicato - rivela il sito cattolico Korazym - e» quello della Congregazione della Dottrina della Fede quando a capo vi era Joseph Ratzinger.
Un metodo molto collegiale, che coinvolgeva personale del dicastero, consultori, e poi i membri nella riunione della Feria IV. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, lo indicherà domani alla riunione che ha per tema il «Processo di elaborazione, pubblicazione e recezione dei documenti della Santa Sede». Secondo Korazym, «la relazione del cardinale è stata già inviata ai dicasteri, in maniera da predisporre al confronto.
Sono 14 pagine dense di puntualizzazioni fatte sulla base della legge della Chiesa e consigli pratici che indicano la necessità della Curia di ri-organizzarsi». «Bertone - scrive Korazym - non rivendica il controllo. Chiede dialogo tra i
dicasteri, collegialità. Ricorda come funziona la struttura della Chiesa. Richiama tutti alle proprie responsabilità.
Lancia frecciate contro chi rema contro. E si interroga infine sulla recezione dei documenti, tema molto caro a Benedetto XVI, un discorso che non va affrontato in maniera semplicistica, perchè ciò che a prima vista possiede minore rilevanza per alcuni, è invece molto importante per i destinatari più immediati».
Il documento indica direttive interessanti. Lo sfondo è il «vortice sempre più frenetico dei mezzi di comunicazione». E la domanda è duplice: «quali strumenti potrebbero essere utili a veicolare presso l’opinione pubblica i contenuti di un documento», con tutta la difficoltà «di far digerire testi lunghi, che nell'ottica di chi li produce sono destinati ad avere un impatto a lungo termine, non solo sui giornali del giorno seguente».
E poi, come mantenere la riservatezza sui contenuti, che rappresenta «un aspetto che dovrebbe accompagnare tutto il processo di redazione dei documenti, a garanzia della serietà del confronto tra le diverse istanze e coinvolte e della libertà da condizionamenti esterni», quando «l’evoluzione delle recenti tecnologie di comunicazione sembra avere fatto dilagare una sorta di passione per il web»
(Vatican Insider)
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